giovedì 15 febbraio 2007

La pianiste...


È stata la domanda…l’unica… la più ricorrente, che mi sono fatto dall’inizio del film fino alla fine… la più pressante e martellante…


Il fascino e la voglia di potere capire cosa passasse nella mente di Erika in quegli sguardi, in quei momenti di silenzio, in cui tutto sembrava fermo, ma erano vivi gli origami perversi della sua mente… si ramificavano e prendevano forma… riuscire ad entrare in quel reticolo sporco di sangue, e schizzi di sperma… entrarci a proprio rischio e pericolo. Mi chiedi se è un pericolo che avrei corso?… sai già la risposta.


Miete vittime, ma la vera vittima è lei… è la domanda che mi sono posto fin dall’inizio: perché nessuno vuole fare questo giro con me, perché nessuno ci riesce… incapaci!


Una domanda senza risposta che mi ha lasciato deluso e arrabbiato.


Non potevo certo prendermela col povero Walter, ignaro di questi percorsi… ma perché ignaro? Perché percorreva la strada parallela, ma così diversa, dell’amore, o perché proprio non avrebbe mai potuto percorrerli capendo anche solo per un attimo dove stava mettendo i piedi?


Sarebbe stato facile prendersela con la madre, finta maschera bigotta e insopportabile repressiva… sì sarebbe stato facile, perché comprimere la mente di Erika per fargli prendere le più inaspettate distorsioni, è da malattia apparentemente difficile da scusare…


Ma il pensiero di quello che lei stessa non avesse potuto sopportare da giovane, e la pena che mi muoveva addosso quando le si stringeva addosso per la paura di perderla, la rendevano ancora più debole e fragile di Erika stessa.


Lo sai vero?…una mente senza vie di uscita visibili, fa di tutto per uscirne, seppure contro un muro, seppure apparentemente condannata… chi siamo noi per prevederne gli sviluppi e le deviazioni?


Possiamo solo constatare che la bambola è rotta, si agita e cerca la via di uscita, l’unica che la sua mente sia stata capace di costruire per avere la speranza della salvezza.


Ma superato un certo limite la salvezza rischia di essere solamente un compiaciuto sollievo dal dolore, che ci tracciamo addosso oramai sistematicamente. Un bacio disegnato dal volere della nostra stessa mente, sulla frustata che ferisce l’anima. Sembrerebbe riuscirci immediato il sollievo quando laceriamo il nostro corpo delle ferite che altrimenti sarebbero da estirpare in fondo all’intestino… sembrerebbe pieno il bicchiere dopo avere fatto provare il piacere più estremo e proibito al corpo, ma so per esperienza diretta, che è un piacere che dura troppo poco… sì, troppo poco per scusare la mente…


Quel fazzoletto di sperma figlio di un piacere veloce di immagine, annusato con tanta meticolosità e morbosità, quegli sguardi che fuggivi, quelle persone che non amavano Shubert "solo" perché lo suonavano senza interpretazione, quel mondo che ruotava attorno a te, con persone ed avvenimenti che erano solo un satellite inutile che ruotava attorno al tuo pianeta in continua evoluzione e distorsione distruttiva.. questo credevo, speravo, il motivo per cui Walter si fosse innamorato di te.


Ed è per questo che ti ho odiato più che la stessa patetica madre… sei stato tu ad avere una chiave di accesso, chiave buttata troppo presto, buttata male… solo perché amavi non ti ho scusato, ma proprio perché dicevi di amare dovevi capire… ma era la tua mente ad avere disegnato questo tuo amore, ad averlo idealizzato, come avresti voluto che fosse tu. Ma amare davvero Erika non era questo... e pazienza se le vie di questo percorso ti avrebbero portato ad annusare sperma o piscio, perché la forza che avresti dovuto avere doveva essere superiore… una forza che non si sarebbe fermata alla estasiata visione di quello splendido, intenso e algido sguardo.




5 commenti:

  1. Ti vedo ispirato...


    Messenger RIP, ahimè! =(

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  2. "solo perché amavi non ti ho scusato, ma proprio perché dicevi di amare dovevi capire"


    Le rubo le parole, monsieur...

    *

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  3. Sai che a volte mento?

    Non sono stata capace.

    Ero bloccata.

    Sto ancora tremando.

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  4. Ho visto il film. Ho sentito odio verso Walter, piccolo uomo dalla mente limitata, incapace di districare i labirinti mentali di Erika, di una sessualità ben più contorta della sua. Abbandonata quando più aveva bisogno di essere 'svelata'.

    Sarebbe interessante parlarne.... mi ha colpito molto

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  5. MarlaSinger795 marzo 2007 08:58

    Io sarò limitata eh,ma questo film l'ho davvero odiato.

    Penso uno dei piu' orrendi che ho visto in vita mia,lei un personaggio insopportabile e viscido,lui altrettanto squallido,certe scene mi hanno fatto sentire male.

    ...E l'ho pure comprato!!

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