mercoledì 7 settembre 2011

opera


"Le opere d'arte sono sempre il frutto dell'essere stati in pericolo, dell'essersi spinti, in un'esperienza, fino al limite estremo oltre il quale nessuno può andare." [Rilke]






Riuscire in una notte a mettere insieme e fondere musica ed immagini ha appagato (almeno per un po' di ore) una sorta di fame arcaica e primordiale, che ogni tanto fa capolino e torna a bussare prepotentemente. Senza tempo. Senza luogo. Senza un perchè.

5 commenti:

  1. Superare il confine del proprio essere.
    Sbriciolare i muri che l'avvolgono.
    Chi può..?

    In molti credono di poter andare oltre tutto. Ma non è così. No. Non è così. Solo l'essere limitato pensa/crede di essere libero da se stesso e da ciò che lo circonda. Che meravigliosa illusione la libertà..

    Io vedo questo cielo..  e mi copre.
    Calpesto il suolo.. ed ho sempre qualcosa sotto i piedi.
    Guardo il tutto e mi sento già prigioniera dentro lo spazio infinito.
    Ci sono io. Minuscola. E poi c'è tutto quello che mi tiene qui, dentro la sfera dei miei pensieri assordanti. Ed è cielo. Ed è terra. Non c'è niente oltre che io possa vedere.
    Un giorno soffocherò per questo.

    Ma forse una piccola luce di speranza, è alimentata proprio dall'arte. E gli artisti sono sensibili. Gli artisti hanno il dono di una fantasia sconfinata. E se vogliono oltrepassare il il cielo, nuotarci dentro o farlo a pezzi per vedere cosa si nasconde dietro il coperchio di questa palla che ci ospita, loro possono.

    Caro M., oggi il mio sentire ha bisogno di comprensione.. non per il contenuto dei miei pensieri ( a volte sembro una pazza), ma perché è da giorni ormai che sto in piedi a sanguinare e nessuno se ne accorge.
    Scusami se vengo qui e porto solo tristezza..

    Una carezza,
    Hell

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  2. mio fratello è un'opera d'arte, ho sempre pensato.

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  3. Musetteontreno10 ottobre 2011 12:14

    Un bellissimo lavoro. E una bellissima espressione, quella della fame primordiale. Di conoscere. Di dire. È un demone. Ma ci è necessaria.


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  4. lacacciatricedianime8 novembre 2011 10:04

    Andare aldilà e poi ritornare, e ritornare senza quello che era il tuo mondo, come se ora fossi del tutto nuda e i colori non ti coprono più, nemmeno il nero, è sgocciolato, tutto fino all'ultima goccia? temi che possa comparire di nuovo, darti la dannazione creativa, quel potere solo tuo di far nascere dal nulla qualcosa che prima era inesistente.
    L'aldilà, quel bordo, è ancora lì, mica è scomparso, e ogni tanto ti viene voglia di camminarci di nuovo sopra, per guardare l'abisso di nuovo da vicino e sentirne il fremito terribile, ma no, ferma, adesso la tua vita è un'altra e la devi disegnare da sola.
    Un saluto multicolore :)

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