domenica 8 gennaio 2012

Baby, last time...

il fuoco non si racconta,
non il nostro: pulsante, schizzante, imprevedibile.
mi strappavi e mi conducevi nel bosco,
quel bosco in cui prendevano forma le nostre oscenità
e dove perfino la luna piena impallidiva
davanti alle tue caviglie 
che si erigevano ad altare
sui tuoi tacchi perfetti.

e da quella notte la mia dannazione.
da quella notte la mia condanna.
non esiste 'dio' che possa salvarmi:
ti cercherò ancora.
farò l'errore più grande
e rimarrà solo la cera.





5 commenti:

  1. Marco, a volte, quando ci si allontana così tanto da se stessi è perchè si vuole ri/trovare nell'altro/a quel nostro "d/io" perduto. Lascia che il tuo cuore bruci e si incendi ma non permettere a quel fuoco di consumare ciò che sei. Esiste qualcosa che può salvarti: Sentire.
    (E non parlo solo del rumore dei tacchi... ma se allieta il tuo "orecchio" allora lascerò così questo ...bosco...)

    Tic.tac.tic.tac.

    Ti "abbraccio". :-)

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  3. Speravo in un bacio...
    Non un..ciao..

    S.

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