mercoledì 13 luglio 2011

old time cafè

Era uno di quei dormiveglia oramai già noti...
le atmosfere ovattate della musica che avevo scelto
erano perfette per accompagnarmi in quel viaggio
al quale non sapevo dare forma.
Uno di quei deliri che non sai se far parte del mondo reale
o di quello parallelo
che, beffardo, sa farti l'occhiolino
rivelando nuove, inaspettate e sconce parti di te.
Ad attendermi questa volta era un salone,
non sapevo se da ballo o altro..
so che c'era gente, c'era del fumo,
ma non mi occupavo di loro,
mi dirigevo invece con passo deciso
verso il bancone degli alcolici,
dove, dietro, ad aspettarmi c'era lui,
con quel sorriso beffardo.
Era la prima volta che lo incontravo,
ma la sensazione dentro il mio corpo
era di assoluta tranquillità.
"buonasera, Signore... è una splendida serata, non trovate?"
Mi accomodai su quello sgabello, proprio di fronte a lui
"Sì, direi di sì... ma voi chi siete?"
Increspò le labbra in quel sorriso beffardo che,
per tutta la serata, accompagnò il suo dialogo con me:
"Il mio nome non ha importanza,
chiamatemi Jerry se vi aggrada, ma è curioso:
questo locale è il vostro,
e non è la prima volta che mi vedete anche se,
capisco, non sono certo l'essere più appariscente di questa sala"
Jerry era vestito con una camicia bianca con polsini arrotolati,
un papillon nero, I capelli tirati all'indietro
con tanta brillantina da farli luccicare.
In quel momento non mi uscivano parole,
mi limitavo ad ascoltare la musica ovattata che mi circondava,
musica che conoscevo bene...
Il volume mi sembrava basso e risonante,
ma le coppie attorno a me danzavano,
seppur in maniera sobria ed elegante.
Jerry prese un bicchiere con dentro del ghiaccio
e mi versò un liquore...
"Ehi... ma..."
"Signore, nessuna paura... è solo whisky..."
Sempre con quel sorriso che, non so come,
riusciva a tranquillizzarmi
ma, allo stesso tempo, era come se mi indagasse...
Mi sentivo come nudo di fronte a lui,
una strana sensazione....
"E poi, non preoccupatevi, Signore...
questo lo offre la casa...
Il bar è vostro e qui siete sempre il benvenuto"
In silenzio appoggiai il bicchiere alle labbra e deglutii il primo sorso;
era delizioso...
L'orchestra stava suonando "kind of ble" di Miles Davis,
la stava eseguendo alla perfezione, l'avevo riconociuta...
"Vi piace, vero Signore?"sorrise Jerry,
"è venuto anche qui da noi un paio di volte ad esibirsi, il buon Miles"
"come..."rimasi interdetto... "...è possibile?"
"Non solo lui, Signore... anche Goodman, Fats Waller, le Andrews Sister..."sospirò...
"quelle mi fanno impazzire, anche se,
ogni volta che mi capita di ascoltarle,
rimango in estasi e mia moglie incattivisce lo sguardo, ma...
perdonate la mia divagazione..."
rimase a pensare aggrottando la fronte
"Etta James, Billie Holiday... aahhh, Signore...
anche se, a dirle la verità, mi piacerebbe che lei mi portasse,
anche solo per una esibizione, Edith Piaf,
quell'usignolo francese..."
Mi guardò versandomi altro whisky nel bicchiere...
"Edith Piaf...?
ma Jerry in che periodo siamo? in che tempo?"
"Oh, Signore, ve lo domandate sempre...
non dovete preoccuparvi,
questo non è il vostro tempo...
e, a dire la verità,
non è vostro nemmeno il tempo dove fra poco ritornerete"
Rimase in silenzio arricciando le labbra
con quello stesso sorriso
che da beffardo si trasformò in inquietante...
Come se avesse intuito la mia paura pensò lui stesso a rincuorarmi.
"Signore, non pensate a queste mie parole,
pensate a godervi la serata,
anche se la persona che di solito vi fermate a guardare
sì è già messa addosso un cappotto ed è andata via"
Mi girai lentamente sullo sgabello incrociando lo sguardo di Jerry...
Effettivamente ero girato verso un tavolo,
senza un motivo apparente...
"Vero, Jerry...
ma devi aiutarmi a capire...
puoi raccontarmi cosa è successo stasera?
Puoi farlo per me... che ne dici?"
Alzò lentamente lo sguardo
dopo avere poggiato sul tavolo un contenitore di vetro lavorato
contenente delle olive verdi
"Signore, io posso fare tutto quello che mi chiedete.
e questa è una grande serata
perchè per la prima volta chiedete..."
Non sapevo se essere felice o meno di quella risposta...
"Vedete Signore, voi venite spesso qui
ma non vi siete mai accorto della mia presenza,
beh... certo già per me era strano vedere una persona che entra in questo bar
non accomodarsi a questo bancone per bagnare le labbra con del buon liquore.
e, badate, i nostri liquori sono di altissima qualità,
e siete stato Voi a volerlo....
Vi fermate sempre in quel tavolino laggiù…"
allungò un braccio verso la direzione di un tavolo vuoto
"a pochi tavolini di distanza dal tavolo di quella Signora,
una distanza rassicurante per Voi, ho sempre immaginato.
La cosa strana, Signore, era vedervi...
Certo, io non potevo capire, come una donna del genere potesse
starsene da sola in un tavolo a giocare a carte,
non potevo capire come riusciva ad eludere le nostra guardie
della buoncostume all'ingresso e presentarsi qui,
vestita quasi come una mercenaria di strada...
Ma c'è ancora dell'altro che non capivo:
come potesse non catalizzare l'attenzione degli uomini della sala,
sembrava invisibile.
Non a voi... non a me.
Lei a giocare a carte, accavallando le gambe
e scoprando le autoreggenti del suo vestito nero e sfacciato,
voi, pochi tavolini più a lato,
che rimavate come rapito a guardarla, senza dire una parola.
Evidentemente per Voi aveva un fascino particolare,
invisibile agli altri,
ma non a voi, non a me...
Stasera ho visto lei e poi Voi, Signore...
Ha cambiato l'orario, ha cambiato colore dei capelli..."
Sgranai gli occhi,
quel mio perverso puzzle stava cominciando a ricomporsi nella mia mente
"Jerry, aveva ancora con sè il mazzo di carte?"
Annuì con la testa socchiudendo gli occhi...
"certo, Signore, credo faccia parte di Lei...
anche se stasera non ha giocato sola..."
"Non ha giocato sola?"
"No, era in compagnia...
in compagnia di uomini,
che allegramente hanno giocato e bevuto con lei,
uomini che, finalmente si sono accorti della sua sottile e sfacciata presenza,
e devo dire, Signore,
che stasera era uno spettacolo guardarla."
"Ci credo, Jerry... ci credo"
Il mio egoismo non sapeva se esserne felice o meno...
Ma Jerry, ancora una volta,
aveva le sensazioni e le risposte giuste per ogni mia
lacerazione interna...
"Signore,
stasera aveva una luce più brillante del solito,
e non vi dovete crucciare,
perchè è quello che avete sempre sperato,
anche io ne sono rimasto abbagliato...
Le sue scarpe lucide erano un invito alla mia bocca, sapete,
un invito alla bocca di chiunque sarebbe rimasto abbagliato da Lei, stasera...
Perfino la Vostra, Signore, così esigente
sarebbe caduta come la peggiore delle prostitute..."
Rimase a guardarmi sorridendo...
ma non mi sentii imbarazzato in quel momento..
perchè dovevo?
Jerry leggeva così bene...
mi sarebbe piaciuto da morire essere lui,
anche solo per una serata...
"Con questi vostri pensieri mi lusingate, Signore,
ma non preoccupatevi e state sereno...
Voi potreste essere Me quando volete..."
...
"Chissà se tornerò a vederla giocare... anche da sola.."
"Quelli sono fantasmi, mio caro Signore...
e anche io lo sono...
il vostro personale,
ed è voi che devo ringraziare per la forma che ho...
In questo bar tutti ne hanno uno..
Lei tornerà quando vorrà,
così come Voi..
e chissà se non vi incontrerete un altra volta...
Buonanotte, Signore"
Rimasi in silenzio perso nei miei pensieri,
fino a che i contorni di Jerry e del salone svanirono e si affievolirono
dolcemente...
lasciandomi con gli occhi aperti sul mio divano
e “at last” di Etta James che risuonava nell'aria...



old time cafè




































6 commenti:

  1. Letto ascoltando Miles Davis.
    L'atmosfera era così perfetta che ad un certo punto anch'io ho dimenticato di trovarmi sulla mia poltrona, davanti a questo pezzo di plastica.
    Del resto, è questo che dovrebbero fare tutti i racconti.. proiettare noi stessi in altre dimensioni surreali.
    E' stato bello leggerti e restare un po' seduta ad uno di quei tavolini, in quello stesso salone.

    A presto..
    Hell

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  2. hai esportato meravigliosamente quell'atmosfera,

    ne sento ancora l'odore e quasi il tatto :-)
     Complimenti

    Kiss
    Alina

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  3. Ho letto il tuo post tutto d'un fiato e mi è piaciuta tanto l'atmosfera.
    Non so perché, ma l'ho immaginato come un vecchio film degli anni trenta in bianco e nero con tutta quella nebbia da fumo.

    Pj nel video che mi hai consigliato ha una voce favolosa e poi quel pianoforte tutto pieno di ninnoli *__*... sembra che se lo sia portato direttamente da casa.

    Io adoro le sonorità del basso, forse è per questo che mi piace tutto quel tipo di musica che ruota attorno ad esso.

    http://www.youtube.com/watch?v=jbO44BbP14Q
    Questa è Melissa Auf Der Maur, ex bassista degli Smashing Pumpkins e delle Hole; in particolare, questa è una cover di Paranoid nella versione dei Type 0 Negative. Si potrebbe dire, una cover di una cover. Il basso è sempre in primo piano nella musica che fa e questa versione a me piace parecchio.

    Tu si che mi capisci per la questione caldo. Come si fa ad uscire con queste temperature?! Io mi lascerei andare poco dopo.

    Ora comincio a guardarmi la quinta puntata di Game of Thrones. Aggiungi pure questa serie a quelle da vedere. E' favolosa.

    Baci

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  4. Molto affascinante questo racconto. Atmosfera da vecchio noir anni Quaranta, direi, che trasporta chi legge in un mondo parallelo.
    Bravo!

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  5. parlalafrancese14 luglio 2011 12:25

    che meraviglia...
    e che meraviglia l'head.

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  6. ecco, qui dentro ci sto bene. mi piace tutto.

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